Andrea Mete

Romano, classe '85. Nella vita fa il doppiatore da sempre, è perennemente in viaggio dentro e fuori da se stesso, intorno alle cose, attorno ai pensieri e quando torna non disfa mai del tutto le valigie, in modo da sentire più vicina la partenza successiva.

La sua ricerca si ferma negli occhi delle persone che incontra, non si sforza di rincorrere i virtuosismi del digitale, si "accontenta" di afferrare la realtà pura e semplice, così com'era, così com'è. Si nutre dei sorrisi sbilenchi, delle rughe eloquenti, del freddo del metallo degli aeroporti, delle pieghe calde della pelle, del sudore dei mestieri, degli sguardi dei bambini non per forza innocenti.

Ha esposto dove lo ha portato il cuore, a Roma la prima volta in "TANDEM" con l‘ amico Andrea Ambrogio nel 2008, poi a New York (aprile 2011) nella prestigiosa cornice del "Chelsea Art Museum" dove mette in mostra "YOUNG EYES" in cui presenta la sua personale suggestione de "Il Piccolo Principe" di Saint-Exupery, passo significativo del suo percorso che dopo varie esposizioni tra Milano e Roma, lo ha portato nel 2012 all'Hoffman Saal di Berlino.


 

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