Marco Ercoli

Nasce a Roma nel 1986.Vive e lavora a Roma. Consegue il diploma presso il Liceo Artistico ”A. Caravillani“. Dal 2010 al 2011 si trasferisce tra gli Appennini centrali conducendo una vita lontana dalle distrazioni urbane basata sul ritorno alla lentezza: in questo arco di tempo si dedica ad un approfondito studio dell’arte pittorica, sviluppando una spiccata cura del dettaglio che lo porta a realizzare un ciclo di opere sul tema della natura, intesa come dimensione perfetta e armonica,“Migrazioni Interne” e “L’Albero della Vita” ne sono due esempi. Nel 2012 vince una borsa di studio messa in palio dalla “Colart”, importante industria colorifica, che gli vale una residenza d’artista di tre mesi in Bretagna, conclusasi con un’esposizione presso l’Abbazia di Lehon. Durante la residenza sviluppa il progetto “Revertar (Je revendrai)” il cui tema è la simbiosi tra uomo e natura, raffigurato attraverso 7 opere come sette passaggi (Le Sommeil , Le Reve , Omega Alfa , La conscience , l’Aceptation , L’Abandon , La Symbios). Di ritorno a Roma continua a dedicare la sua ricerca alla rappresentazione della natura con una nuova serie di opere intitolata “Il Silenzio”. Nello stesso anno parte per la Cambogia per un progetto umanitario con l'ospedale Bambin Gesù dove avrà l’opportunità di visitare il carcere politico del periodo dei Khmer Rossi ( S-21 ) e rimarrà profondamente colpito dalle migliaia di fototessere dei detenuti innocenti; quest'esperienza cambierà profondamente il suo percorso umano ed artistico .
A partire dal 2014 inizia a lavorare alla realizzazione di sculture in carta – la serie “Army”– in cui il materiale scelto e la cromia delle sculture, con rimando ai colori della pace, si contrappongono alla funzione degli oggetti riprodotti dall’artista (armi da fuoco e armi bianche) con l’intenzione di creare un ossimoro. Nel 2018 avrà l'opportunità di esporre presso la città di Basilea durante il periodo dell'Art Basel e in concomitanza dell'evento visiterà la mostra di Francis Bacon e Alberto Giacometti alla Fondazione Beyeler; questa sarà un'esperienza maieutica, da qui il bisogno e la necessità di estraniarsi ed emarginarsi per un periodo indeterminato tra gli Appennini umbri per dedicarsi nuovamente alla pittura. Questa decisione lo riporterà sui passi del 2010, lontano dalle distrazioni, dal ritmo frenetico della quotidianità urbana, seguendo il motto “Gnothi Seautòn, eudemonia, katà mètron “ (Conosci te stesso, la felicità è buona realizzazione, secondo misura ).
La visione del mondo nasce dal nostro osservare la realtà e ciò che ci circonda, di come la verità dei fenomeni sia soggettiva andando da un’idea astratta del tempo ad una forma concreta ed intellegibile del tempo, della caducità dell’impermanenza dell’essere, dell'assurdità della vita e di come sia impossibile controllare gli eventi nell’imprevedibile che accade senza preavviso.


  • Epimeteo
    10 novembre 2022 - 3 gennaio 2023

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