Ludovica Vismara

Schizzo Frenie

 

28 Piazza di Pietra presenta dal 27 novembre 2014 al 9 gennaio 2015 Schizzo Frenie, prima mostra personale di Ludovica Vismara.

Ventisei anni, dall’aria apparentemente scarruffata e distratta ma, di fatto, minuziosamente attenta al dettaglio, Ludovica tira fuori dalla borsa matite e penne colorate e tratteggia su pezzi di carta trovati qua e là.
Dal tratto distinto e senza esitazioni mette in scena l’uomo a-temporaneo, con esiti ambigui e paradossali. In mostra va il teatro dell’assurdo, con personaggi dai gesti e abiti burattine-schi, mani e labbra che si torcono, creando un effetto tragico e comico allo stesso tempo. Eppure, le loro espressioni sono estrapolate da squarci di quotidianità e rimontate in (non) luoghi dove il tempo è fermo. A volte seduti, appaiono costretti alla condizione di una finta attesa, quasi dall’amarezza beckettiana.

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Le opere sono autonome, ma volutamente accostate in una dimensione mentale, attraverso la poetica dello sguardo dei personaggi ritratti. L’asimmetria esagerata degli occhi gratta via l’ipocrisia e rivela l’alienazione dell’uomo contemporaneo, la solitudine, l’ironia, a volte la rassegnazione. Tra i disegni, spicca un autoritratto, che esprime elementi di autoreferenzia-lità con il resto dei ritratti, al punto di far sembrare il tutto come una realtà interiore sfac-cettata in una moltitudine di frammenti.

I tratteggiamenti di penne e matite sono ripetuti e irregolari, ma l’effetto finale denota una straniante completezza. I colori caldi si alternano a quelli freddi, donando note di nostal-gia, forse figlia di una memoria antica… senza però ristagnare nel sentimentalismo facile. Osservando i quadri un ad uno, è forte il desiderio di penetrare nella mente dell’artista e comprendere il fil rouge che la conduce a prediligere il personaggio da ritrarre. Ma, un ap-punto nel suo vecchio sketch book confessa “una vita non vale più di un’altra, io non scel-go (chi ritrarre o prendere come spunto), ma mi innamoro.”

Testo critico a cura di Lorena Stamo

 

 

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